Il Circolo Universitario Antonio Greppi è un Circolo ambientale dei Giovani Democratici di Milano.

Il Circolo nasce per fornire a tutti gli studenti e dottorandi, milanesi e fuorisede, un polo di aggregazione sociale, costruzione politica e promozione culturale incentrato sulle competenze e i saperi peculiari del mondo universitario milanese. Il Circolo Universitario è aperto alla partecipazione di tutti gli studenti universitari, senza alcuna discriminazione rispetto all’Università di provenienza.

Il Circolo Universitario è intitolato ad Antonio Greppi, il primo Sindaco della Milano liberata, scelto dal CLN nel 1945 per ricostruire la città dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale e ricordato dalla Cittadinanza per aver adempiuto al difficile compito ponendo la cultura come tratto saliente di una rinascita civica e civile.

mercoledì 20 giugno 2012

Documento programmatico del circolo

Documento programmatico del Circolo Universitario Antonio Greppi


"La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, é conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri."
Antonio Gramsci

1.
1992-2012: un’analisi
1992-2012 è un abbinamento tra due momenti storici di transizione che la stampa e il dibattito politico stanno proponendo sempre più spesso all’attenzione dell’opinione pubblica italiana. Il 1992 rappresenta la fine della Prima Repubblica, crollata come un castello di carte con le indagini di Tangentopoli, l’affermazione del populismo razzista della Lega Nord, la fine del regime dei partiti e con essa la fine del sistema proporzionale. Il 1992 è anche l’anno del Trattato di Maastricht, che ha dato vita all’Unione Europea e creato le premesse non realizzate per una integrazione federalista definitiva. Il 2012 potrebbe avere una rilevanza altrettanto significativa nella storia del sistema politico italiano: siamo alle soglie di cambiamenti radicali. Chi aveva pronosticato una evoluzione bipartitica (ancor più che bipolare) dello scenario politico italiano ha dovuto invece constatare il crollo del partito di maggioranza relativa e una condizione di oggettiva difficoltà del principale partito dell’opposizione. Il Popolo della Libertà e il Partito Democratico hanno complessivamente raccolto alle elezioni politiche del 2008 più del 70% dei voti, le elezioni amministrative del maggio 2012 ci consegnano uno scenario in cui gli stessi partiti non superano insieme il 40%.


Emergono attori nuovi con meccanismi di costruzione del consenso antichi: il Movimento 5 Stelle recupera  tematiche (antiparlamentarismo, anti intellettualismo e populismo) con cui la politica italiana si è già confrontata prima del Fascismo, durante il Fascismo, nel Secondo Dopoguerra con il movimento dell’Uomo Qualunque e dopo il crollo della Prima Repubblica con Forza Italia e Lega Nord. Il Movimento 5 Stelle riesce però a incontrare il consenso di fasce della popolazione giovani, colte e attive che sono le stesse alle quali deve rivolgersi la nostra Giovanile, una Giovanile che non può permettersi di perdere il confronto con un avversario politico agguerrito ma confusionario e soggetto a derive populiste e reazionarie. Dobbiamo avere l’ambizione di battere il Movimento 5 Stelle sul terreno delle conquiste sociali, dei diritti civili, della costruzione di una società più equa e dell’impegno politico trasparente e appassionato, e non spaventarci per la difficoltà che ci pone il confronto con mezzi solo parzialmente democratici (la rete, straordinaria fonte di informazione e libero luogo di confronto, rappresenta al tempo stesso uno spazio in cui il pluralismo e il rispetto delle regole, delle persone, della correttezza e della trasparenza nell’informazione non sono sempre garantiti).
Come abbiamo detto, il 1992 è stato anche l’anno dell’Unione Europea. I più pessimisti ritengono che il 2012 possa essere l’anno della fine dell’Unione Europea, abbattuta dalla crisi del debito, dalla crisi della Grecia, dalla crisi dell’Euro. I più ottimisti pensano invece che il fallimento di una prospettiva gradualista nel percorso di federazione degli Stati membri possa comportare un’accelerazione verso l’Unione effettiva, il federalismo compiuto immaginato a Ventotene da Altiero Spinelli. La vittoria in Francia del socialista François Hollande rappresenta al contempo il bisogno di individuare una prospettiva di governo fortemente alternativa a quella delle destre e la necessità di contrapporre all’Europa tecnocratica ben rappresentata da Angela Merkel una nuova visione, un umanesimo europeista.
I Giovani Democratici sono la principale Giovanile di partito in Italia e in Europa. In un momento di afasia della classe politica, stretta nella morsa dell’emergenza economica da un lato e dalla necessità (vera o presunta) di affidare la gestione della crisi a “tecnici prestati alla politica” dall’altro, un’organizzazione strutturata e capillare come la nostra può creare quello spazio di analisi e produzione politica di cui tutti sentiamo una straordinaria necessità. Le qualità e le capacità proprie della nostra generazione devono poter trovare nel contenitore dei Giovani Democratici un motore e una cassa di risonanza tali da rappresentare nei fatti la principale forma di proposta per una cultura dell’alternativa. I GD devono diventare sempre di più uno strumento a disposizione della nostra generazione per incidere sulla linea politica del principale partito progressista di questo Paese e non un semplice allevamento di dirigenti allineati e subalterni, in cui ripetere il copione delle correnti, delle divisioni e degli arrivismi che a volte lo caratterizzano.

2.
Il Circolo Universitario Antonio Greppi dei Giovani Democratici di Milano
L’esigenza di fondare un circolo tematico incentrato sulle peculiarità del variegato e vitale mondo studentesco universitario nasce dalla constatazione che la partecipazione attiva delle nuove generazioni alla politica non è sufficientemente sviluppata nemmeno in un contesto come il nostro, che ha vissuto appena un anno fa la straordinaria esperienza della vittoria elettorale di Giuliano Pisapia, il nuovo Sindaco di Milano. La nostra città è sempre stata avanguardia e laboratorio politico nazionale: è a Milano che è nato il Fascismo, a Milano è nato il Centrosinistra, a Milano si è formato politicamente Bettino Craxi, a Milano si è affermato Silvio Berlusconi. Con le elezioni del 2011 a Milano è nato un nuovo Centrosinistra che pone il civismo e l’impegno per i Beni Comuni al centro della propria visione culturale. Questa vittoria elettorale è stata costruita “dal basso”, con la mobilitazione in prima persona di centinaia di migliaia di cittadini che non avevano mai partecipato alla vita dei partiti politici né alle consuete forme di impegno diretto nella vita politica. Questa esperienza, che pure è stata recepita con fatica e diffidenza da parte dei partiti, sembra oggi poter indicare una strada vincente per superare le difficoltà e la disaffezione in cui versa il mondo politico italiano e per le quali anche la Sinistra non risulta immune.
La struttura dei Giovani Democratici, come del resto quella del Partito Democratico, prevede due tipologie di radicamento: i circoli territoriali e i circoli ambientali. La prima tipologia vincola l’attività dei circoli a esperienze locali che focalizzino l’agire politico sul miglioramento e il progresso di un territorio (che sia esso un quartiere, un paese o una valle). La seconda tipologia consente invece di intercettare una più vasta categoria di persone, pur focalizzando l’attività politica su alcune specifiche tematiche. La scelta che noi operiamo è quella fornire a tutti gli studenti e dottorandi, milanesi e fuorisede, un polo di aggregazione sociale, costruzione politica e promozione culturale incentrato sulle competenze e i saperi del mondo universitario milanese.
Un circolo tematico che ponga al centro della propria attività il mondo accademico consente di intercettare, da un lato, molti studenti provenienti da altre zone d’Italia e che hanno dovuto lasciarsi alle spalle, per via della distanza, la propria precedente esperienza politica e che vorrebbero ancora impegnarsi in prima persona nei Giovani Democratici. Questi studenti fuorisede non troverebbero, probabilmente, gli spunti necessari in un normale circolo, essendo legati a esperienze territoriali profondamente diverse. Dall’altro lato, un circolo che lavori su tematiche così vicine alla vita quotidiana degli studenti potrebbe favorire la partecipazione attiva di persone che non avrebbero altrimenti gli stimoli necessari per le tradizionali attività di una giovanile di partito. Infine, un circolo pensato in questo modo permetterebbe a studenti di università dalla storia e dalle caratteristiche diverse (sia per i Saperi che per la tipologia di università pubblica o privata) di lavorare insieme su tematiche comuni, e di costruire pertanto un percorso di altissimo valore politico con il confronto delle idee e nel rispetto reciproco delle proprie peculiarità.
La scelta di intitolare il Circolo Universitario ad Antonio Greppi è ponderata e significativa. Antonio Greppi è stato il primo sindaco di Milano dopo la Seconda Guerra Mondiale, scelto dal CLN nel 1945. Milano è, in quel momento, al tempo stesso la città della Liberazione e la città distrutta dai bombardamenti, una città quindi pervasa dalla voglia di ripartire e di ricostruirsi dalle sue stesse macerie, le macerie della città e dell’ideologia nazi-fascista. Greppi è stato sindaco fino al 1951 e ha affrontato un compito straordinariamente difficile e anche soltanto osservando le fotografie di Milano dell’epoca possiamo immaginare a quali livelli di distruzione totale abbia dovuto dare risposte. Però il Sindaco Greppi non solo ha rimesso letteralmente in piedi una città rasa al suolo, ma l’ha fatto ponendo la cultura come tratto saliente di una rinascita civica e civile. Nel 1946 si riaccendono le luce del Teatro Alla Scala, distrutto dalle bombe appena tre anni prima. Nel 1947 nasce, per volontà della Giunta Comunale e primo caso italiano di sala pubblica, il Piccolo Teatro di Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Sappiamo bene quanto queste due realtà abbiano segnato in positivo la storia di Milano e l’abbiano rilanciata come capitale europea della cultura, e possono rappresentare anche per la Milano di oggi, piegata dalla crisi economica ma animata dalla volontà creativa e rinnovatrice del Centrosinistra, un fulgido esempio di intuizione politica.

3.
Spunti per un progetto innovativo
Attirare l’attenzione del panorama politico e dell’opinione pubblica su iniziative ed eventi della nostra Organizzazione è importante, ma è più che mai necessario adoperarsi affinché questo impegno porti sotto i riflettori idee, percorsi e spunti innovativi e progressivi. Esistono fondamentalmente due metodi per avviare una crescita culturale all’interno dei Giovani Democratici: il primo è quello di aprirsi il più possibile al mondo che ci circonda, all’associazionismo, al movimentismo, a tutti i settori della cultura, dei saperi e delle esperienze in cui si articola la società contemporanea. Il secondo è quello di creare un rapporto di interscambio con tutte le realtà europee con le quali avvertiamo una forte sintonia di intenti, se non proprio una sovrapposizione idealistica e politica. Pensiamo, a titolo di esempio, quanto utile potrebbe risultare un aperto confronto con i nostri compagni francesi del Mouvement des Jeunes Socialistes, o con i corrispettivi tedeschi, inglesi e spagnoli.
 Al tempo stesso, il nostro essere studenti universitari ci fornisce la possibilità di incontrare e conoscere molti colleghi europei durante la loro, e la nostra, esperienza nel progetto Erasmus. Questo interscambio culturale può e deve essere uno spunto per condividere idee e progetti politici, e il Circolo Universitario può essere il contenitore ideale in cui dare una forma concreta a questa crescita e a queste positive contaminazioni.
Il Circolo Universitario, proprio per la sua caratteristica saliente di essere radicato nelle università, è un contenitore in cui tutti i suoi aderenti possono farsi portatori delle più variegate esperienze di associazionismo studentesco maturate all’interno del proprio ateneo, e allo stesso tempo possono essere intermediari con queste stesse associazioni giovanili. Ad esse ci dobbiamo rivolgere con la convinzione che sia necessario superare la diffidenza nei confronti della politica, e spetta a noi Giovani Democratici dimostrare che l’obiettivo della politica non sia soltanto quello di “mettere il cappello” su questa o quella iniziativa pregevole. Il nostro compito è quello di costruire una rete in cui tutte le associazioni possano trovare spunti di reciproca influenza, e proprio per questo non possiamo che elogiare l’esperienza milanese di Facciamo Rete. Un grande Circolo Universitario può fornire un contributo decisivo in tal senso, e ci impegneremo a fondo in questa direzione.
All’interno delle università milanesi si battono per la difesa del diritto allo studio le liste di rappresentanza studentesca di sinistra. Il Circolo Universitario coltiverà un rapporto trasparente con esse, all’insegna della reciproca indipendenza e del reciproco rispetto delle aree di influenza e interesse. Riteniamo che sia una garanzia di qualità nel lavoro della rappresentanza l’indipendenza da ogni ingerenza esterna. Al contempo sappiamo che per battere gli avversari di Comunione e Liberazione, una lobby le cui estreme diramazioni tentacolari sono ben inserite nelle nostre università, le liste di sinistra hanno bisogno di un forte Circolo Universitario dei Giovani Democratici: esso metterà a disposizione delle liste di rappresentanza che ne facessero richiesta tutta la sua forza e le sue risorse umane, politiche e intellettuali.
Per affrontare con l’adeguata preparazione i momenti difficili che il panorama politico italiano ci porrà innanzi, è assolutamente imprescindibile dare vita ad una Scuola di Formazione Politica per i Giovani Democratici. Il progetto potrebbe essere sviluppato insieme alle strutture superiori della nostra Organizzazione, in caso contrario il Circolo Universitario Antonio Greppi farà fruttare le ampie possibilità che offre l’avere i propri iscritti radicati nei vari mondi accademici e quindi in contatto con personalità eccellenti. Occorre un percorso di studi di  Storia del Pensiero Politico Contemporaneo, di Storia delle Dottrine Politiche e di Storia delle Istituzioni Italiane ed Europee.
Il Circolo Universitario deve raccogliere le migliori esperienze milanesi maturate nell’ambito della Rappresentanza Studentesca, e mettere a disposizione delle liste di sinistra di tutti gli atenei un archivio di informazioni, idee e progetti già realizzati.
Il Circolo Universitario, insieme agli altri circoli dei Giovani Democratici, si propone di organizzare momenti di confronto e dialogo con le altre organizzazioni giovanili socialiste e democratiche europee. In particolare, dobbiamo immaginare dei dibattiti su tematiche che riguardino da vicino i problemi della nostra generazione (istruzione, riforme universitarie, lavoro ecc), e capire in che modo si stanno muovendo le organizzazioni politiche a noi affini.
Il Circolo Universitario avvierà un percorso di dibattiti incentrati sul concetto di “merito” nella società contemporanea, insieme a tutti i soggetti politici ed economici che vorranno partecipare ad un percorso di approfondimento che restituisca dignità a questa parola funestata dalle distruttive ideologie neoliberiste.  
Il Circolo Universitario deve infine avviare una campagna di informazione e propaganda all’interno degli atenei per far conoscere a tutti gli studenti le battaglie e le campagne dei Giovani Democratici, e raccogliere in questo modo ulteriori militanti e contatti.

5.
Conclusioni
Il lavoro che attende il Circolo Universitario Antonio Greppi è lungo e complesso: é la stessa prospettiva che attende la politica tutta, se vorrà riconquistare la fiducia e la speranza delle persone. La nostra Organizzazione rappresenta una nuova generazione che si affaccia al variegato mondo politico con tutta la carica vitalistica e idealistica che solo i giovani possono avere. Siamo, quindi, i meglio attrezzati per poter mostrare il lato positivo dell’impegno politico.
Dobbiamo guardare con fiducia all’Italia che cambia, pur sapendo che la nostra generazione è destinata a crescere in un contesto ostile, certamente peggiore di quelli in cui sono cresciute le generazioni immediatamente precedenti. Sappiamo che il mondo del lavoro è in crisi e che la disoccupazione giovanile supera il 30%. Però sappiamo anche che l’obiettivo della politica è quello di costruire il futuro, e sappiamo che è compito delle forze progressiste di sinistra far sì che quel futuro da costruire sia imperniato sui valori di libertà, fraternità e uguaglianza. E siamo chiamati a recuperare i valori della buona politica, in onore dei quali dobbiamo impegnarci in una delle capacità più caratteristiche degli studenti universitari: lo studio. I Giovani Democratici devono tornare a studiare la politica. Non possiamo e non vogliamo immaginare una politica che prescinda dalla sua stessa storia, che si riduca allo spettacolo, al marketing e ai talk show.
 Proprio per le enormi difficoltà che ci si ergono innanzi, siamo chiamati ad un atto di impegno civico generoso: dobbiamo dare il nostro contributo alla costruzione dell’alternativa, perché dipende anche da noi l’affermazione di questi valori.

 “E se oggi toccasse a te cambiare la storia?” 

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